Ci troviamo a Tokyo in un futuro non specificato, dove la polizia è stata privatizzata ed ha adottato una spietata politica contro i malviventi: non più carcere, ma esecuzioni immediate, come spiega chiaramente uno dei fake-trailer disseminati durante la pellicola.

In questo contesto fanno capolino gli Engineers, un gruppo di mutanti in grado di generare armi dalle proprie ferite (da ricordare la donna coccodrillo e l’uomo col pene-cannone).

Tokyo Gore Police

Ma per eliminare queste pericolose creature è necessario estirpare dai loro corpi un tumore a forma di chiave che è stato geneticamente impiantato in loro: questo compito è affidato ad un gruppo di abili ed esperti cacciatori capitanati dalla coraggiosa Ruka, il cui padre, anch’egli poliziotto, è stato assassinato pochi anni prima.

Queste sono le premesse su cui si basa Tokyo Gore Police (in lingua originale 東京残酷警察, Tôkyô zankoku keisatsu), pellicola diretta da Yoshihiro Nishimura, già supervisore degli effetti speciali per “Meatball Machine” e “The Machine Girl”, presentata al Fant-Asia Film Festival 2008, dove è stata premiata nella categoria Miglior Film e al recentissimo Future Film Festival che si è svolto a Bologna dal dal 27 gennaio al 1 febbraio.

E se quello che ho scritto fin’ora vi sembra assurdo, vi assicuro che si tratta solo di un assaggio di ciò che troverete in TGP: piogge di sangue a non finire, falli al posto di nasi, donne-sedie e peni sputa fuoco, coreografie al limite dell’impossibile e torture indescrivibili sono la norma in questa pellicola, dove il confine tra trash e gore è quasi impercettibile.

Il tutto è supportato da effetti speciali spesso volutamente irrealistici, quasi comici, una sceneggiatura abbastanza valida ed una regia presente che in più occasioni strizza l’occhio a celebri capolavori come La cosa di John Carpenter e Videodrome di David Cronenberg.

Tra un combattimento e l’altro ci vengono proposti dei finti spot televisivi che pubblicizzano taglierini da polso, katane affilate o invitano gli spettatori ad arruolarsi nella polizia di Tokyo.

In sintesi si tratta di un’opera interessante – per tutti i fan del genere, ovvio – che oltre al gore può offrire allo spettatore un paio di argomenti su cui riflettere (privatizzazione e corruzione in primis).

Voto: 7

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