Questa sera nelle sale cinematografiche statunitensi, inglesi e canadesi approderà My Bloody Valentine, remake realizzato con la tecnica 3D dell’omonimo slasher movie diretto nel 1981 da George Mihalka.

Le proiezioni in anteprima di questa nuova versione sono andate bene, il pubblico ne è uscito entusiasta, e buona parte del merito è sicuramente da attribuire all’utilizzo della tecnologia 3D.

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In attesa di goderci anche noi questo slasher movie pronto ad uscire dallo schermo, noi di Splattlog abbiamo rivisto la pellicola dell’81, che potete facilmente reperire in Italia nell’edizione DVD della Paramount Home Entertainment.

La vicenda si svolge intorno alle miniere di Valentine Bluffs, nella provincia canadese di Nuova Scozia, dove vent’anni prima dei fatti narrati vi fu un grave incidente: l’assenza dei responsabili alla sicurezza provoca un’esplosione nella miniera e cinque uomini rimangono intrappolati.

Ne sopravviverà uno solo, Harry Warden, che l’anno successivo, sempre nel giorno di San Valentino, tornerà a vendicarsi uccidendo i due responsabili. Da quel momento il celebre ballo dedicato al santo dell’amore sarà bannato dalla piccola comunità di Valentine Bluffs. Almeno per 20 anni.

Siamo quindi nel 1981 e la popolazione decide di interrompere il tabu organizzando un ballo. Iniziano così una serie di omicidi di avvertimento, corredati da truculente confezioni a forma di cuore contenenti proprio i cuori della vittime.

La minaccia di Warden pare funzionare e la festa viene bloccata. Ma un gruppetto di ragazzi sprovveduti non crede alle leggende e decide di dare una festa privata, proprio nella miniera. Sarà l’inizio della fine.

Queste le premesse de “Il Giorno di San Valentino” – questo il titolo italiano – una pellicola che non è riuscita a seguire le orme dei quasi coetanei Halloween, Venerdì 13 o Nightmare. Un assassino spietato e ben costruito che però non è entrato nell’immaginario collettivo al pari degli altrettanto sadici Freddy Krueger o Jason Voorhees. Ma perchè?

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Una delle risposte potrebbe trovarsi proprio nelle uccisioni. Al contrario del cult già citati, tutte le morti – salvo un paio di rare eccezioni – sono lasciate all’immaginazione dello spettatore e quel poco che vediamo non è sufficiente.

C’è poi un’altra scuola di pensiero che vede come punto debole del film l’età dei personaggi: lo standard li vuole giovani e stupidi, mentre le vittime di Harry Warden sono sì stupide, ma ben più avanti con gli anni, caratteristica che infastidisce parecchio durante la visione.

Un’altra spiegazione, confermata anche dalla Paramount, è che la versione che circola in DVD sia una cosiddetta “censored edition”, riveduta e corretta per non turbare troppo gli spettatori. Purtroppo, a quanto pare, le scene più gore sono andate perdute e questo secondo loro dovrebbe “giustificare” il remake.

La sensazione che si prova alla fine del titoli di cosa è quindi qualcosa di incompiuto, di sprecato. Non mancano certo scene interessanti – l’assassino che distrugge una ad una le lampade della miniera con una violenza inaudita o le tute da minatore che cadono dal soffitto – ma per l’80% del film siamo costretti a subire i discorsi quasi senza senso di 30enne frustrati ed immaturi che si comportano da adolescenti, andando inevitabilmente incontro alla morte.

Va da sè che quando guardi un film come “Il Giorno di San Valentino” non ti aspetti certo che si parli di filosofia o dell’origine del mondo, ma quando devo ascoltare banali assurdità non merito anche di vedere un bel pò di sano gore? O sbaglio?

Voto: 6,5

Ed ora un pò di video. Questa è il trailer della versione di George Mihalka:

Questa invece l’interessante sequenza di apertura, sempre della versione datata 1981.

Ed ecco invece il trailer del remak diretto da Patrick Lussier, che qualcuno di voi ricorderà per la sua personale rivisitazione del conte Dracula in Dracula’s Legacy – Il fascino del Male, uscito nel 2001.

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