Alla fine dell’era glaciale, arrivò la Macchina. Venne dallo spazio con lo scopo di trasformare gli esseri umani in mutanti.
Dopo tanta sofferenza e morte un guerriero chiamato Neachdainn riunì le antiche tribù dell’uomo, riuscendo a sigillare la letale macchina chilometri sotto terra, nelle lontane montagne dell’Europa orientale. Solo la fratellanza, i discendenti di Neachdainn, hanno mantenuto viva la conoscenza della Macchina grazie alle storie, ai miti e al sacro libro delle Cronache.

Centinaia di anni dopo quattro Corporazioni governano il mondo. Mishima in Oriente, Bauhaus in Europa, Imperial in Africa e Capitol in America.
Ogni Corporazione combatte contro le altre in una guerra senza fine per quelle poche risorse rimaste sulla Terra. E sulle montagne dell’Europa orientale la Corporazione Bauhaus si prepara ad un nuovo assalto alle linee di Capitol.
Sotto di loro, la Macchina ancora attende.

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Le premesse di questo Mutant Chronicles sono ottime: tratto da un famoso gioco di ruolo, credibile ambientazione futuristica (siamo nel 2707), letale macchina venuta dallo spazio, mutanti assetati di sangue pronti a distruggere tutto e tutti, il mondo diviso in quattro corporazioni in continua guerra tra loro.

Purtroppo del risultato non si può dire lo stesso.
La scelta di utilizzare la tecnica del Chroma Key, già ampiamente sfruttata in maniera affascinante in Sin City, qui si rivela un vero e proprio fiasco: basta vedere le prime due o tre esplosioni per rendersene conto o la pioggia che scende quasi ininterrottamente per tutta la durata del film.

Ma questo è un aspetto che potrebbe anche passare in secondo piano se la storia fosse accattivante e la sceneggiatura valida. Purtroppo così non è.
A tratti sembra di rivedere Pitch Blak, in altri momenti ci sono dei copia/incolla da Armageddon e simili per quasi 120 minuti di scarsa originalità e pessima recitazione, nonostante la presenza di John Malkovich, Ron Perlman e Thomas Jane.

Per non parlare poi dei mutanti – veri e propri protagonisti del film – le cui trasformazioni sembrano essere fatte con la plastilina tanto sono visibilmente finte.

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Scritto e diretto da Simon Hunter, già dietro la macchina da presa per l’infelice e non riuscito Lighthouse, questo Mutant Chronicles non è stato un grosso successo al botteghino, ma si candida ad essere uno dei titoli in cartellone per la stagione cinematografica estiva italiana.

Non ci sono ancora notizie ufficiali al riguardo, ma visto il peggio che riusciamo a mandare in sala durante l’estate, se così dovesse essere fidatevi del mio consiglio: ignorate questo film e, se proprio dovreste aver voglia di mutanti, buttatevi sull’omonimo gioco di ruolo.

Ecco quindi il trailer e, più un basso, un video di 7 minuti sulla lavorazione del film.

Voto: 3,5

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