A sei anni di distanza dalla sua ultima apparizione sul grande schermo – in Freddy Vs. Jason diretto nel 2003 da Ronny Yu – torna come unico grande protagonista il muto e micidiale assassino di campeggiatori Jason Voorhees. E lo fa anche in grande stile, se vogliamo.

Sì, perchè è inutile girarci troppo intorno. Questa versione 2009 di Venerdì 13 non è ovviamente un capolavoro, così come d’altronde non lo era nessuno dei precedenti episodi. Lo scopo di questa saga – e di altre contemporanee e non – non era certo quello di entrare nella storia del cinema accanto al Padrino, Viale Del Tramonto o Schindler’s List, ma di intrattenere, di farti saltare sulla sedia, di mostrarti adolescenti ignoranti brufolosi ed arrapati, farteli odiare a tal punto da sperare nell’arrivo di un serial killer.

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Ho letto assurde recensioni in cui si fanno paragoni addirittura con Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher, uscito nelle sale in contemporanea col ritorno di Jason. Mai approccio fu più sbagliato. Se ne sottolineano i cliché, i dialoghi superficiali tra i protagonisti, le scene scontate e via dicendo. Tutte caratteristiche, che ci piaccia o no, sono proprio il punto di forza di questa saga slasher iniziata nel 1980 da Sean S. Cunningham.

In quasi 29 anni di onorata carriera Jason Voorhees ne ha fatte di tutti i colori: dopo aver seminato il panico a Camp Crystal Lake si sposta nel vicino campeggio di Higgins Haven, viene caricato su una nave da crociera ed arriva a Manhattan, va all’inferno e addirittura nello spazio dove diventa un cyber-killer.

Dodici film – includendo anche quest’ultima versione diretta da Marcus Nispel – pieni di cliché, situazioni già viste, trovate sempre più assurde, continue uccisioni e resurrezioni. E, ripeto, è proprio questo uno dei punti di forza della saga, oltre ovviamente alla maschera da hockey, il fedele machete e la tanta voglia di uccidere che caratterizzano il crudele Jason.

Nispel riprende in mano la saga di Venerdì 13 e la fa ripartire da zero seguendo un proprio percorso in cui fa comparire Pamela Voorhees e Jason col sacco di tela prima di mostrarcelo così come è rimasto nell’immaginario di tanti fan.

Clay si mette sulle tracce di sua sorella Whitney, scomparsa sei settimane prima proprio a Crystal Lake (la vediamo all’inizio del film insieme ad altri quattro amici). Nella sua ricerca si imbatte in un gruppetto di ragazzi intenzionati a passare un weekend in una casa in riva al lago. Tutto qui, è questa l’esile trama intorno alla quale ruota tutta la vicenda.

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Una vicenda caratterizzata dalla imponente presenza di uno dei serial killer più amati della cinematografia horror, che se ne va in giro per il “suo” campeggio massacrando nei modi più originali ed efficaci – machete, ascia, coltello, fuoco, tagliole e molto altro – chiunque gli si pari davanti.

In sintesi una pellicola godibilissima, un ritorno in grande stile per un Jason sempre più brutale, sempre più muto e sempre più veloce che si appresta a tornare nuovamente sul grande schermo nei prossimi mesi nel sequel già in preparazione. Vi terremo aggiornati anche su questo.

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Voto: 7

Titolo originale: Friday the 13th
Titolo italiano: Venerdì 13
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 87 minuti
Regia: Marcus Nispel
Soggetto: Victor Miller
Sceneggiatura: Damian Shannon, Mark Swift
Produttore: Michael Bay, Andrew Form, Bradley Fuller
Produttore esecutivo: Sean S. Cunningham, Cale Boyter, Toby Emmerich, Brian Witten
Casa di produzione: Crystal Lake Entertainment, Paramount Pictures, New Line Cinema, Platinum Dunes, MTV Films
Interpreti: Jared Padalecki, Danielle Panabaker, Amanda Righetti, Derek Mears, Aaron Yoo, Ryan Hansen, Ben Feldman, Travis Van Winkle, Arlen Escarpeta, Julianna Guill
Fotografia: Daniel Pearl
Effetti speciali: Robert Brown, David J. Chamerski, Vicki V. Johnson

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