Feast, letteralmente banchetto, è l’interessante pellicola di esordio di John Gulager, uscita nel 2005 ed ancora misteriosamente inedita in Italia.

Un film che definire splatter suona abbastanza riduttivo vista l’ingente quantità di interiora, vomito, smembramenti e quant’altro presente nel corso degli appena 86 minuti di pellicola.

Un vero e proprio tripudio di carne fresca pronta per essere consumata da brutali e violente creature che all’improvviso assediano un bar nel bel mezzo del deserto, intrappolando al suo interno i malcapitati di turno che dovranno giocarsi il tutto per tutto per sopravvivere.

feast_poster

In tutto ciò regista e sceneggiatori riescono a mantenere il film su toni da commedia, a cominciare dalla curiosa introduzione dei personaggi, presentati con didascalie come

Nome: Bozo
Lavoro
: Se ne frega
Aspettativa di vita: Morto entro l’alba

e ancora:

Nome: Mamma Harley
Fatto: Rapinerà il bar tra 10 minuti.
Aspettativa di vita: Gioca il Jolly

che spesso valgono più di mille immagini e ci riassumono in pochi istanti la caratteristiche principali dei personaggi che vedremo interagire per salvarsi la vita.

Personaggi appena abbozzati eppure allo stesso tempo ben caratterizzati, alcuni stereotipati altri meno. Dal duro di turno che arriva per “salvare il culo a tutti” alla bionda apparentemente stupida che non si lascia sfuggire l’occasione di darsela a gambe abbandonando i suoi compagni di avventura.

feast-2

Non c’è speranza neanche per bambini e anziani. Tutti sono carne da macello e Gulager non fa altro che ricordarcelo ogni cinque minuti.

Le bestie poi sono talmente disgustose da farci quasi simpatia: si accoppiano e in pochi secondi ecco spuntare il neonato già assetato di sangue e pronto a combattere.

Un vero e proprio successo in patria e una schiera infinita di fan che sono stati accontentati da Gulager con un Feast II: Sloppy Seconds, uscito nel 2008 per il mercato DVD.

feast2_poster

In questo secondo episodio si riparte esattamente da dove si era interrotto il primo. E la mattanza continua nella città vicina, dove le bestie si sono spostate in cerca di cibo.

Facciamo nuove conoscenze e ne ritroviamo altre. Questa volta non sarà una scheda grafica a presentarceli ma dei brevi video in bianco e nero in cui loro stessi ci dicono qualcosa di loro. L’effetto è meno efficace del precedente e se ne è accorto anche Gulager, che nel terzo episodio tornerà sui suoi passi.

Sloppy Seconds, meno splatteroso ed avvincente del precedente, perde un po’ tono e la colpa è quasi sicuramente del numero troppo alto di personaggi e delle diverse location in cui si svolge l’azione.

Se prima tutti erano chiusi in un bar, ora fanno la spola di edificio in edificio, rendendo un pochino faticoso seguirne gli spostamenti.

Anche le bestie sono meno interessanti – nel primo le vedevamo indossare carcasse di animali, qui invece sono nude e meno minacciose – ma nonostante tutto anche qui ci sono diverse trovate interessanti e il sangue certamente non manca.

Questo Feast II si conclude – o meglio non si conclude – bruscamente, lasciando i personaggi sopravvissuti in balia dei mostri in una carneficina che promette il peggio.

L’intera situazione è ripresa infine nel recentissimo Feast 3 – The Happy Finish, uscito da poco in DVD negli Stati Uniti – di una distribuzione italiana neanche l’ombra – dove si torna ai livelli del primo film.

feast3_poster

I personaggi sono gli stessi del secondo episodio e qui ci vengono ripresentati con la brevissima scheda che aveva accolto i protagonisti di Feast I.

Abilità speciali: Esploratrice esperta in un corpo di arpia
Professione attuale: leader di una gang
Occupazione precedente: Direttore di Ristorante

Rivediamo così gli ultimi 10 minuti del precedente capitolo e finalmente scopriamo cosa è successo ai nostri eroi. E il banchetto riprende più splatter che mai.

Persone che continuano a vivere con un palo infilato in testa, nani catapultati nel vuoto, bikers sempre più incazzate e bestie che non si tirano indietro quando si tratta di accoppiarsi con un essere umano, dando origine ad un ibrido che è tutto un programma.

Complice la brevissima durata – escludendo i titoli di cosa e l’introduzione siamo di fronte a circa 60 minuti di pellicola – Feast III è un film che tutti gli amanti del genere non possono lasciarsi scappare.

Purtroppo però i distributori italiani hanno deciso di privarci di questa succosa – è proprio il caso di dirlo – trilogia. Non ci resta quindi che armarci di carta di credito ed ordinarla in versione originale.

Come già fatto in precedenza, consigliamo il sito italiano Thrauma.it, affidabili e veloci. Non ve ne pentirete.

Voto Feast: 8
Voto Feast II – Sloppy Seconds: 6
Voto Feast 3 – The Happy Finish: 8
Voto Trilogia: 8

Be Sociable, Share!