Quante volte abbiamo letto di corpi rinvenuti in avanzato stato di decomposizione dei quali si riesce a stabilire con esattezza il periodo della morte? Un dato molto spesso fondamentale per il corretto svolgimento delle indagini nei casi di omicidio.

Ma non è così semplice come sembra. Il processo di decomposizione, infatti, inizia quasi subito e subisce l’influenza di diversi fattori, come possono essere la pioggia, il freddo e quant’altro.

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Per questo motivo negli Stati Uniti sono nate le cosiddette Body Farm, vere e proprie strutture dove si studia la decomposizione dei corpi umani.

La prima Body Farm, la University of Tennessee Anthropological Research Facility, è stata fondata nel 1981 dall’antropologo William M. Bass e nel corso degli anni ne sono nate diverse in giro per l’America. Ma in cosa consistono esattamente queste strutture?

Si tratta di enormi distese prevalentemente boschive nelle quali cadaveri di esseri umani – quelli che ovviamente hanno dato il consenso per destinare il proprio corpo alla ricerca scientifica – vengono disposti e lasciati decomporre nelle più diverse situazioni.

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Alcuni vengono semplicemente lasciati nel bosco esposti alle intemperie, altri chiusi in sacchi neri e sepolti, altri ancora immersi nell’acqua o chiusi nel portabagagli di un’auto e così via, in modo da estendere lo studio il più possibile.

Si calcola che contemporaneamente vengano studiati più di 40 corpi ogni volta ed è impressionante il numero di persone che donano il proprio corpo per questo tipo di ricerca: qui potete trovare qualche dato e addirittura il modulo per offrirvi come donatori in caso di morte.

Dalla pagina che vi ho segnalato si evince che si cercano prevalentemente corpi “sani”: non accettano donazioni di cadaveri che hanno contratto il virus dell’AIDS, epatite o tubercolosi, tutte caratteristiche che evidentemente potrebbero influire sul processo di decomposizione.

Vi lascio quindi con un breve documentario sulla Body Farm di Knoxville realizzato dalla televisione VBS. Ovviamente si raccomanda la visione ad un pubblico adulto e non facilmente impressionabile.

Cliccando qui, invece, potete fare un salto virtuale nella Body Farm – dall’alto, s’intende – grazie all’ottimo servizio Bird’s Eye di Live Maps. Pronti a scovare qualche cadavere?

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