Del regista francese Pascal Laugier ci siamo occupati qualche giorno fa in occasione di una sua dichiarazione sui suoi nuovi progetti hollywoodiani attualmente in cantiere, tra i quali ricordiamo il nuovo capitolo della saga di Hellraiser, che sarà a tutti gli effetti un vero e proprio reboot, un nuovo avvio.

Ma vediamo da vicino la pellicola che l’ha consacrato a maestro dell’orrore e gli ha permesso di occuparsi di Pinhead & Co.: Martyrs, uscito in Francia nel corso del 2008.

martyrs

Ci troviamo nel 1971 e la giovane Lucie è appena riuscita a fuggire dai suoi aguzzini che l’hanno tenuta prigioniera e seviziata a lungo in una fabbrica abbandonata. Nessuno sa cosa è davvero accaduto, ne i medici che la prendono in cura né la sua amica Anna, conosciuta in ospedale.

Ma Lucie non era la sola tenuta in trappola, con lei c’era un’altra ragazza che non ha avuto la stessa fortuna della protagonista: è proprio a causa di quest’ultima che non è riuscita a salvarsi. Lucie, infatti, quando si è presentata la possibilità di fuggire ha pensato solo a se stessa ed ha ignorato la richiesta di aiuto dell’altra ragazza, che è quindi rimasta a morire tra torture atroci ed infinite.

Questo fantasma continua a perseguitarla e l’unico modo per mettere fine a questi incubi sembra essere la vendetta: aiutata dalla fedele Anna, Lucie riesce così a rintracciare i suoi aguzzini di quindici anni prima e compie una strage, uccidendo i due coniugi e massacrando i loro due figli.

Ma è davvero tutto finito? Ovviamente no, il vero incubo deve ancora iniziare.



Si chiude così questa prima frenetica e violenta parte di Martyrs che vede le due protagoniste irrompere nella tranquillità domenicale di una famiglia borghese e fare un massacro in un crescendo di violenza che solo la vendetta può provocare.

Ma come farla franca dopo la carneficina fatta? E, soprattutto, farla franca da chi? Dalle autorità? Dai demoni del passato?

E se questa prima parte, girata quasi interamente con camera a mano, è caratterizzata da una violenza immediata ed insostenibile, nella seconda parte del film assistiamo ad altrettanta brutalità, ma questa volta lenta e con uno scopo ben diverso da quello della vendetta, più incredibile e sconvolgente se vogliamo. E torniamo così al tema iniziale del film, la tortura, il martirio, una crudeltà così chirurgica e bestiale da risultare addirittura catartica, purificatrice.

In conclusione ci troviamo di fronte ad un gioiellino della cinematografia horror francese che necessita forse di una seconda visione per essere apprezzato a fondo, una pellicola estremamente brutale ma lontana anni luce dalla violenza gratuita di Hostel & Co.

Un film, questo Martyrs, che ti entra dentro, ti pugnala allo stomaco e ti lascia con una serie di interrogativi sulla natura umana e sui limiti che si possono superare quando si crede di perseguire uno scopo nobile.

E non è un caso che dopo l’uscita di Martyrs al regista Pascal Laugier sia stata affidata la regia del nuovo capitolo di Hellraiser, non vi pare?

Voto: 8

Il film è stato presentato in anteprima in Italia all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma lo scorso ottobre e dal quel momento sembra scomparso dal panorama italiano. In attesa di saperne di più su un’eventuale uscita per il mercato home video, consigliamo vivamente l’acquisto del DVD francese, purtroppo sprovvisto di sottotitoli. Non ve ne pentirete.

Titolo originale: Martyrs
Regia: Pascal Laugier
Stato: Francia
Anno: 2008
Interpreti: Mylène Jampanoï, Morjana El Alaoui, Catherine Bégin, Robert Toupin, Patricia Tulasne, Juliette Gosselin, Xavier Dolan-Tadros, Isabelle Chasse, Emilie Miskdjian, Mike Chute.
Durata: 97 minuti circa
Sito ufficiale: http://www.martyrs-lefilm.com/

Be Sociable, Share!