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Quando oramai avevamo perso le speranze, ecco che la Videa-CDE ci fa una piacevole sorpresa: Martyrs, il brutale gioiellino di Pascal Laugier approderà nei cinema italiani dal prossimo 12 Giugno. E poteva uscire senza il supporto di un inutile e sgradevole sottotitolo italiano? La risposta è no e questa volta la frase scelta è “il terrore ha le sue regole“. Lascio a voi ogni commento in proposito.
Presentato in anteprima in Italia all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma lo scorso ottobre ed uscito in Francia nel maggio dello stesso anno, Martyrs si è subito conquistato una folta schiera di fan ed estimatori che, c’è da giurarci, aumenterà dopo la distribuzione nei nostri cinema.
Brutale, angosciante, feroce e sofferente, Martyrs (qui la nostra recensione) inizia con il ritrovamento della giovane Lucie, una ragazzina scomparsa da oltre un anno, che non ricorda nulla di quanto le sia successo. Chiusa per anni in un’ospedale, Lucie stringe amicizia con con Anna e quindici anni dopo si farà aiutare da lei a compiere la sua vendetta.
Riesce a rintracciare i suoi aguzzini e si presenta a casa loro armata di fucile e tanta rabbia. Ma cosa c’è davvero dietro la prigionia cui era stata costretta anni prima? Può davvero dirsi tutto concluso con quel massacro? Ovviamente no, il vero incubo deve ancora iniziare.
Per scoprirlo non vi resta che attendere poco più di un mese e correre in sala: non ve ne pentirete.
Trovate il trailer italiano, quello originale, la locandina e la scheda del film dopo il salto.
Titolo Originale: Martyrs
Titolo Italiano: Martyrs: il terrore ha le sue regole
Regia: Pascal Laugier
Stato: Francia
Anno: 2008
Interpreti: Mylène Jampanoï, Morjana El Alaoui, Catherine Bégin, Robert Toupin, Patricia Tulasne, Juliette Gosselin, Xavier Dolan-Tadros, Isabelle Chasse, Emilie Miskdjian, Mike Chute.
Durata: 97 minuti circa
Sito Ufficiale: http://www.martyrs-lefilm.com/
Sito Italiano: http://www.martyrs.it/
Ed ecco invece il trailer in lingua originale:
Enrico
June 3rd, 2009 alle 15:15
Io capisco che si voglia pubblicizzare un film, ma bisogna anche rendere attenti gli spettatori su quello che li aspetta. Non si tratta di un film di sangue e omicidi efferati quento volete, tipo la saga di Saw o Hostel, non si tratta di un thriller qualsiasi. Qui le torture e i massacri sistematici raggiungono vette mai viste e a chi non è opportunamente preparato potrebbe causare non pochi disturbi. Si tratta di una pellicola sconvolgente, disturbante, assolutamente angosciante che non può lasciare indifferente nemmeno la persona più assuefatta a questo genere di film. Ne consiglio la visione davvero solo a coloro che si informano bene su ciò che li aspetta e che sono pronti a ricevere un pugno nello stomaco che farà male per diverse settimane.
monsieurmostro
June 3rd, 2009 alle 16:21
Io, invece, fatico molto a comprendere la fama di film inaffrontabile (sia ben chiaro in che senso!) che si sta sviluppando attorno a Martyrs…
Magari il problema sono io – ormai desensibilizzato da lunghi anni di frequentazioni horror – eppure è sempre con un certo fastidio che leggo le sperticate lodi e certificazioni di inostenibilità spese da critici e estimatori riguardo questa pellicola!
Martyrs parte bene, molto bene – e non staremo qui a sottolinearne il perché ed il percome – ma nella terza parte (terza!!!) si scardina e finisce per mantenere poche delle promesse fatte. In sostanza, spara troppo alto: la scena delle torture, effettivamente forte e ben congegnata, all’inizio, si trascina poi troppo a lungo, fino a divenire più che tollerabile (questo sarebbe, comunque, affine allo scopo stesso delle torture: la sublimazione del dolore in martirio). Ciò che, a mio parere, è gestito malamente, è il risvolto mistico della sporca faccenda. Il problema risiede innanzitutto in fase di sceneggiatura: le motivazioni della congrega di ottuagenari fissati con l’aldilà appaiono frettolose, se non farneticanti. L’agire dell’attempata leader in turbante, pretestuoso. Poi quell’inquadratura, una, sufficiente però a svelare l’autocompiacimento tronfio dell’autore: quella luce bianca che stacca sull’occhio di Anna. Ecco: è quella luce – quel mostrare! – il vero passo falso.
Ma, beninteso, queste sono considerazioni personali – in quanto tali: non necessariamente condivisibili.