Sin dalla sua uscita nelle sale cinematografiche statunitensi ci siamo occupati più volte di San Valentino di Sangue 3D (My Bloody Valentine 3D), remake americano diretto dal troppe volte deludente Patrick Lussier, montatore di molti film di Wes Craven e regista di Dracula’s Legacy, dei due relativi sequel e di White Noise 2, pellicole tutt’altro che memorabili.

Questa volta torna in cabina di regia e decide di sfruttare la rinata tecnologia 3D, rivisitando uno slasher movie di non troppo successo come Il Giorno Di San Valentino (My Bloody Valentine) diretto nel 1981 da George Mihalka. Con che risultato?

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La domanda richiede due diverse risposte, una per la versione 3D – che viene proiettata solo in un numero limitato di sale – l’altra per la versione classica in 2D.

La vicenda si svolge nella cittadina canadese di Harmony – non più Valentine Bluffs come nella versione di Mihalka – dove la maggior parte della popolazione è impiegata nelle locali miniere. La ridente comunità viene sconvolta da un tragico incidente: una fuga di metano, inavvertitamente causata da Tom Hanniger, provoca una esplosione in uno dei tunnel e sei operaio restano intrappolati. All’arrivo dei soccorsi solo due saranno sopravvissuti: Hanniger ed Harry Warden, che è però in coma irreversibile.

Ad un anno esatto dal tragico episodio Harry Warden si risveglia inaspettatamente e compia a sua volta una strage: esce dall’ospedale ed inizia ad uccidere tutte le persone che incontra, prima di fuggire nella miniera. Lì le autorità riescono ad ucciderlo, ma la conta dei morti è comunque alta: 22 persone.

Ci spostiamo avanti nel tempo di altri dieci anni e ritroviamo Tom Hanniger che per la prima volta dopo l’incidente torna ad Harmony: lì, in quei giorni, i cittadini si stanno adoperando per organizzare una grande festa per San Valentino. Ma un misterioso personaggio vestito da minatore inizia ad uccidere tutti i giovani del paese. Si tratterà ancora una volta del temibile e vendicativo Harry Warden, creduto morto anni prima o c’è invece lo zampino di un copycat? A Tom, l’ex fidanzata Sarah e lo sceriffo Axel il compito di scoprirlo.

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Con queste premesse oggettivamente si sarebbe potuto fare un ottimo lavoro, ma Patrick Lussier ha deciso di restare nel classico ed ha confezionato un prodotto piuttosto mediocre, sia che lo vediate nella classica versione 2D sia nella nuova in 3D.

L’impressione è quella di uno slasher movie che non passerà certo alla storia al pari dell’originale. Gli ingredienti sono sempre gli stessi: c’è una morte iniziale e non troppo accidentale, ragazzi mediamente idioti pronti a farsi massacrare e un serial killer quasi indistruttibile che esegue a dovere il suo compito. L’incipit è abbastanza teso e coinvolgente, ma man mano che passano i minuti tutto diventa già visto e poco coinvolgente.

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Non so se parte della colpa sia da attribuire al regista o agli sceneggiatori che si sono limitati a confezionare dialoghi banali e situazioni non troppo interessanti. Ma tant’è, arrivati ad un certo punto del film non vi interesserà neanche più sapere chi si nasconde dietro la maschera da minatore.

Certo, non siamo dalle parti di Che La Fine Abbia Inizio, ma neanche da quelle – che pure non erano memorabili – del nuovo remake di Venerdì 13, che eseguiva alla perfezione il suo compito.

Questo è ciò che riguarda la versione in 2D, che non arriva neanche alla sufficienza. Discorso molto simile, purtroppo, va fatto anche per la versione 3D. Se vi aspettate oggetti che escono continuamente dallo schermo come era accaduto per Viaggio Al Centro Della Terra 3D, resterete molto, ma molto delusi.

Ci sono appena quattro brevi momenti in cui un piccone cerca di raggiungere lo spettatore, oppure un misero schizzo di sangue arriva fino a noi, o ancora un fucile o una pistola puntato verso il pubblico. Tutto qui. Il resto risulta il più delle volte sfocato e si fa fatica a distinguere gli oggetti in rapido movimento. Più di una volta tra lo spettatore e i protagonisti viene inserita una rete metallica che anzichè uscire dallo schermo, lo sfoca e non ci permette di capire al meglio cosa sta accadendo dall’altra parte.

Dopo dei titoli di testa più o meno coinvolgenti ed un’esplosione che sfrutta al meglio la rinata tecnologia RealD 3D, per il resto non c’è davvero nulla di memorabile e nulla per cui valga la pena spendere i soldi del biglietto. Dal primo film horror realizzato appositamente per sfruttare questa tecnologia ci si aspettava molto, ma molto di più.

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Purtroppo per noi il regista ha toppato un’altra volta e questo San Valentino di Sangue 3D non riesce neanche lontanamente a portare a termine la sua missione: intrattenere il pubblico, così come qualche mese fa aveva fatto il più che mediocre Viaggio Al Centro Della Terra 3D.

In conclusione, se avete intenzione di vedere qualcosa che vi coinvolga in sala, optate per Star Trek e resterete pienamente soddisfatti.

Dialogo Memorabile (che ben rende l’idea del bassissimo livello della sceneggiatura)
– “Io non ho niente da darti….
– “Non è necessario… l’hai già fatto… Sono incinta!

Voto 2D: 4
Voto 3D: 5

Titolo originale: My Bloody Valentine 3-D
Titolo Italiano: San Valentino Di Sangue 3D
Paese: USA
Anno: 2009
Regia: Patrick Lussier
Soggetto: Stephen A. Miller
Sceneggiatura: Todd Farmer, Zane Smith
Produttore: Jack L. Murray
Interpreti: Jensen Ackles, Jaime King, Kerr Smith, Edi Gathegi, Andrew Larson.
Durata: 110 minuti circa

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