Si è concluso giovedì scorso il quinto appuntamento con il Roma3 Film Festival, una tre giorni di proiezioni e incontri con il giovane cinema indipendente, italiano e non, fortemente voluto ed organizzato, tra gli altri, da Vito Zagarrio, Pierpaolo De Sanctis e Raffaele Meale.

Una buona parte della terza giornata è stata dedicata ad un genere che ci tocca molto da vicino, l’horror. Non quello mainstream, ma quello indipendente, quello che fatica ad emergere e trovare una vasta diffusione. La selezione dei cortometraggi presentati è stata curata dal sito internet IndieHorror, che per l’occasione ha selezionato quattro tra le realtà più interessanti con cui sono entrati in contatto.

Queste piccole ed interessanti realtà sono Filmhorror.com, Golden Room, Trinity e DoppioSenso Unico che hanno presentato rispettivamente Fame di Mario Alves Rebehy, Moebius – Chi Bussa Alla Mia Porta? di Donatello Della Pepa, Il Mondo dei Cattivi di Alberto Donati e Alma [gotica] di Luca Ruocco.

Molto incuriosito dall’iniziativa e vista la presenza in sala degli autori, ho deciso di assistere alla proiezioni, ma il risultato non è stato quello sperato. Più che sottolineare le difficoltà distributive dei prodotti presentati, quello su cui mi concentrerei – che è poi secondo me il punto debole di questi lavori – è la mancanza di idee originali e soprattutto di sceneggiatori competenti.

La ghost story Fame, ad esempio, è un mix di situazioni già viste e piuttosto prevedibili, così come Il Mondo dei Cattivi, che sotto molti aspetti ricalca il film L’Ultima Casa A Sinistra, anche se nel finale riesce a prendere una piega abbastanza originale che riesce a risollevare il giudizio complessivo sull’opera.

Anche Moebius, che potete vedere qui sotto, tocca un tema già ampiamente sfruttato – dal grande Romero in primis, principale fonte di ispirazione del regista – ma non osa andare oltre e ci regala 12 minuti di zombie splatter – e la citazione del primo Peter Jackson è assolutamente evidente – volutamente sopra le righe, “in chiave di buffoneria macabra in una sagra di programmato cattivo gusto“.


Non è soltanto una mia impressione, ho constatato che anche altri spettatori presenti in sala hanno avuto la stessa impressione. Non sono né la mancanza di mezzi o di fondi a disposizione né la difficoltà di trovare un canale distributivo adeguato il problema principale, ma la mancanza di idee, la voglia di rompere con quanto si è già visto e assimilato, il fatto di andare oltre ed osare.

Non è un caso che gli horror di maggior qualità che abbiamo visto negli ultimi anni sono proprio quelli che hanno cercato di portare qualcosa di fresco al genere.

Ma sono curioso di conoscere la vostra opinione in merito, che ve ne pare dei cortometraggi qui proposti?

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