Qualche giorno fa l’Examiner ha pubblicato un editoriale dell’inequivocabile titolo “Seven reasons why the horror genre is dying“, nel quale si sostiene che il genere horror sia arrivato ormai al capolinea.

Da film estremamente violenti e di ribellione si è arrivati, sempre secondo la testata, a prodotti socialmente accettati, quasi film per ragazzini.

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A sostegno della tesi, il giornalista elenca i sette fattori che starebbero portando alla scomparsa del genere.

7. OVER SATURAZIONE
La regola sembra ormai essere “quantità a discapito della qualità“. Ogni settimana vengono prodotte, spesso malamente, decine di pellicole, sia destinate alla sala che al mercato home video.

L’horror sta diventando il nuovo porno: chiunque sia in possesso di una videocamera e persone disposte a partecipare può realizzare il suo proprio film horror, senza alcun rispetto delle regole, spesso trasformando il tutto in una barzelletta.

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6. GRANDI BUDGET A DISPOSIZIONE
Sembra quasi un controsenso, ma non sempre un grande budget corrisponde ad un ottimo film. Basta vedere quali sono i film meglio riusciti e guardare il budget che avevano a disposizione. Oggi i film horror sono così puliti e stilizzati che riescono a terrorizzare non meno di uno spot per automobili.

Una volta nessun attore sembrava realmente un attore: basti vedere Leatherface, che sembrava realmente uscito da una famiglia di pazzi piuttosto che da una società di casting.

5. COMPUTER GRAFICA
I moderni film horror sono diventati così dipendenti dalla computer grafica che sembrano quasi dei cartoni animati anzichè veri e propri film. Certo, la tecnologia può sicuramente portare dei benefici, ma non bisogna abusarne perchè il rischio di sembrare più stupidi che spaventosi è più che concreto. Vedi Io Sono Leggenda (I Am Legend).

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4. PG-13 – DIVIETO DI VISIONE AI MINORI DI 13 ANNI NON ACCOMPAGNATI
Nulla fa più terrore ad un fan dell’horror scoprire che un film ha un rating PG-13: questo significa che il film non conterrà scene di nudo, linguaggio scurrile, scene particolarmente violente. Allo stesso modo garantisce però ai produttori che una folla di ragazzini urlanti pronti a spaventarsi al primo scricchiolio di porta travolga le sale cinematografiche.

Ed ecco il rovescio della medaglia: un film potenzialmente buono sulla carta deve essere ridimensionato con risultati spesso disastrosi. Ma non è neanche detto che un eccesso di violenza sia altrettanto salutare…

3. TORTURE E STUPRI

I registi di oggi sembrano confondere quello che è disgustoso da quello che è spaventoso. Oramai la violenza estrema sembra essere diventata un must, un sinonimo di successo. E’ chiaro che dopo i vari Hostel e Saw l’obiettivo primo dei cineasti è diventato quello di provocare repulsione nel pubblico, senza capire che quello che provoca il vomito non è necessariamente spaventoso.

Sembra che oggi sia impossibile realizzare un film horror senza inserire a caso una persona legata ad una sedia e torturata e una povera ed indifesa ragazza brutalmente stuprata da un maniaco. Certo, scene del genere c’erano anche in passato, ma erano diversamente contestualizzate e mai gratuite.

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2. PUNTO DI VISTA IN PRIMA PERSONA
Perchè quando qualcuno corre nei film horror noi siamo costretti a vedere immagini mosse e confuse che rappresentano il punto di vista di chi fugge? Non riusciamo lo stesso ad immedesimarci senza vedere tutto tramite gli occhi della persona inseguita?

Dopo The Blair Witch Project sempre più spesso vediamo personaggi intenti a girare dei video nei film al grido di “lo faccio perchè un giorno questo video potrebbe tornare utile a qualcuno“. Persino una leggenda come George A.Romero è ricorso a questa tecnica nel suo ultimo film. Non c’è nulla di più irrealistico di un gruppo di adolescenti idioti che crede che filmare un gruppo di alieni giganti o di zombie sia pià importante della loro stessa vita.

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1. REMAKE
I remake ci sono sempre stati, in ogni genere, ma in questo momento sembra che ne stia particolarmente abusando, sottolineando la mancanza di idee e di capacità. Pensate solo che al momento ci sono circa 60 film, tra pre-produzione e post-produzione, che sono rifacimenti di film del passato, spesso neanche troppo del passato.

Non ci sono dubbi che ognuno di questi fattori nasconda anche un lato positivo. Bisogna anche considerare che il mercato è decisamente saturo, di registi talentuosi che si contendono il successo ce ne sono molti, di produttori senza scrupoli decisi a guadagnare il più possibile è pieno. Tutti questi fattori, se non tenuti sotto controllo, possono davvero portare alla morte del genere. Non ci siamo ancora arrivati, ma quella meta non è poi così distante.

E voi, fan dell’horror, vi trovate d’accordo con questa visione? C’è qualcuno, secondo voi, che si sta adoperando per cambiare qualcosa e ridare un po’ di vigore al genere? Attendiamo di conoscere la vostra opinione in merito.

[via The Examiner]

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