Pasadena, California. 1969. Due genitori disperati. Un bambino che da tre giorni sente delle strane voci. Una collana rubata ad una zingara e nessun modo di riparare al danno causato. Una sensitiva che forse è in grado di risolvere la situazione. Un salto nel vuoto. Uno squarcio nel pavimento. L’Inferno. La promessa di un secondo incontro.

E’ con questi pochi elementi che Sam Raimi spalanca le porte del suo Drag Me To Hell, il tanto atteso ritorno all’horror che in molti aspettavano dopo la lunga parentesi dell’Uomo Ragno.

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Per terrorizzare il pubblico ha scritto, insieme al fidato fratello Ted, la storia di una potente maledizione che si accanisce sulla protagonista con una violenza e con una costanza inaudite.

La giovane Christine lavora in un ufficio prestiti ed è in lizza per una importante promozione che le farà guadagnare prestigio ed una cospicua somma in più. L’altro papabile è il nuovo arrivato Stu, molto determinato e subito entrato in sintonia col capo.

L’occasione di mostrarsi all’altezza della situazione è l’arrivo di un’anziana donna disperata e prossima allo sfratto: ha soltanto bisogno di una proroga per poter sistemare la situazione.

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La scelta spetta ovviamente a Christine: aiutare una persona in difficoltà o metterla in mezzo ad una strada ed ottenere così la tanto desiderata promozione?

La giovane decide di optare per questa seconda possibilità e in pochi minuti liquida la disgustosa anziana, che ovviamente non la prende bene e dopo aver implorata in ginocchio, viene presa con la forza e scortata fuori dalla sicurezza.

Passano le ore, Christine conclude la sua giornata lavorativa e quando ha quasi raggiunto la sua auto si accorge di non essere da sola. Ecco che l’anziana signora, decisamente troppo forte vista la sua condizione, si accanisce sulla giovane e dopo una lotta ben orchestrata lancia su di lei una terribile maledizione che nel giro di tre giorni la dovrebbe portare letteralmente all’Inferno.

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Forse c’è un modo per evitare che la maledizione si compia, ma costerà denaro e tanti sacrifici. Fin dove sarà disposta ad arrivare la giovane Christine pur di tornare a vivere la sua vita tranquilla?

Raimi è tornato, almeno per il momento, e non ha affatto abbandonato molte delle caratteristiche che l’avevano elevato a maestro dell’horror. I riferimenti ai sui precedenti lavori non mancano, da situazioni ironiche a strizzatine d’occhio a L’Armata Delle Tenebre e La Casa.

Parte subito in grande stile, non si perde in inutile chiacchiere e ci catapulta immediatamente nel vivo della narrazione con un primo e ben studiato incontro/scontro che si svolge prevalentemente nell’automobile di Christine.

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Tutto diventa possibile, da una spillatrice utilizzata come arma, ad un disgustoso morso senza denti, passando per un inquietante fazzoletto svolazzante, senza dimenticare calci, pugni e blocchi di cemento. L’horror si mescola ancora una volta con lo humor ed il risultato è più che buono.

In ognuna delle numerose situazioni terrificanti messa in scena c’è sempre qualche elemento che può suscitare l’ilarità dello spettatore, ma non c’è mai il rischio che si trasformi tutto in una farsa.

La mia intenzione era quella di raccontare una storia diversa da quelle che vediamo in questo periodo nei vari film horror in uscita. Una storia differente, ma utilizzando elementi noti che io, come fan, vorrei vedere quando guardo un horror. Il mio lavoro come regista è quello di intrattenere il pubblico“. Se ricordate erano queste le dichiarazioni fatte da Sam Raimi qualche mese fa. Bene, a visione ultimata non possiamo che essere d’accordo con lui.

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Raimi non crea nulla da zero, non fa nulla di nuovo e Drag Me To Hell non è certamente uno di quei film horror destinati a cambiare il volto del genere. Quasi tutto quello che vediamo nel film è stato già usato in altre pellicole più o meno importanti, più o meno note. Raimi non ha fatto altro che prendere tutti questi elementi ed unirli in un mix esplosivo che ti tiene incollato alla poltrona dall’inizio alla fine.

Drag Me To Hell non è un capolavoro, come in molti l’hanno definito, ma è senza dubbio un film notevole, impressionante, terrificante, che si merita una promozione a pieni voti.

In questo periodo di magra, ce ne fossero di Sam Raimi.

Voto: 8

Titolo originale: Drag Me To Hell
Regia: Sam Raimi
Sceneggiatura: Ivan Raimi, Sam Raimi
Produzione: Ghost House Pictures, Buckaroo Entertainment
Distribuzione: Universal Pictures
Interpreti: Alison Lohman, Justin Long, Jessica Lucas, Lorna Raver, David Paymer, Adriana Barraza, Fernanda Romero, Reggie Lee
Durata: 99 minuti
Sito ufficiale: dragmetohell.net

Nota: il film è uscito negli Stati Uniti lo scorso 29 maggio e per il momento non ci sono pervenute notizie circa una sua uscita per il mercato italiano. Tornate a trovarci per saperne di più.

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