Tutto il mondo l’ha già visto da settimane, in alcuni casi mesi, compresi Islanda, Croazia e Venezuela. Noi siamo gli ultimi della lista insieme a Brasile e Singapore. In Russia è addirittura uscito in DVD il mese scorso.

Stiamo parlando del film L’Ultima Casa A Sinistra (The Last House On The Left), remake dell’omonimo film scritto e diretto da Wes Craven nel 1972 e liberamente ispirato a quel capolavoro che è La fontana della vergine (Jungfrukällan) di Ingmar Bergman.

the_last_house_on_the_left

Questa nuova versione riveduta e corretta, che potrete vedere prossimamente in home video, è stato diretto da Dennis Iliadis e prodotto dallo stesso Wes Craven.

Se l’originale si era distinto per  l’eccessiva violenza mostrata, questo non è da meno, ma dopo i recenti Funny Games, Saw, Hostel & Co., non è più una caratteristica sufficiente a reggere un film.

the-last-house-on-the-left-2009_04

La giovane Mari Collingwood si incontra con una vecchia amica e insieme decidono di movimentare un po’ la serata con un po’ di droga. Si imbattono nella furia di Krug e la sua banda, evasi da poco, che le sottopongono alle più atroci violenze e le abbandonano in fin di vita nei boschi.

Ma essendo degli evasi non hanno soldi né un posto dove stare: così chiedono ospitalità a due gentilissimi coniugi, che ben presto risultano essere John ed Emma Collingwood, genitori della giovane Mari. E qui arriva la domanda: se delle persone cattive feriscono qualcuno che ami, quanto in là ti spingerai per riservar loro lo stesso trattamento?

Moltissime, e in alcuni casi inutili, le modifiche apportate alla trama, da un prologo piuttosto brutale ad un inizio lento e a tratti ridicolo. La tranquilla “ultima casa a sinistra” è diventata una casa estiva, non più un’abitazione definitiva.

La giovane Mari Collingwood è una brava nuotatrice (e non mancano di sottolinearlo in più di un’occasione), è una ragazza che viene dalla città, una giovane piuttosto spigliata, con un’amica ancor più intraprendente ed idiota, che si tuffa nella bocca dei suoi aguzzini con una naturalezza che non avevamo visto nel film originale.

the-last-house-on-the-left-2009_02

Ma si sa, i tempi sono cambiati e anche i personaggi hanno dovuto subire un restyling: il tanto temibile Krug, interpretato da Garret Dillahunt, non regge il confronto con l’originale, così come tutti gli altri personaggi, genitori di Mari compresi.

Il resto del film segue, più o meno,  lo svolgersi degli eventi narratici da Craven nel 1972, tranne che per alcuni e non troppi piccoli dettagli che non vi riveleremo in questa sede per non rovinarvi la visione.

the-last-house-on-the-left-2009_01

C’è sangue, c’è violenza, c’è suspense. Eppure il film non riesce a prenderti fino in fondo. O almeno non ci riesce se hai già visto il materiale originale.

Tutto sommato la visione procede scorrevole, senza intoppi, ma alla fine di tutto si ha un senso di incompiuto, di insoddisfazione e addirittura – ok, forse stiamo un po’ esagerando – di rimpianto nei confronti del film di un tempo.

the-last-house-on-the-left-2009_05

A voler essere il più oggettivi possibili  – e piuttosto generosi – il film potrebbe meritarsi anche un 7, ma riflettendoci un po’ di più non possiamo non notare le somiglianze con un’altra serie di remake usciti negli ultimi anni, Non Aprite Quella Porta in primis.

Certo è che non siamo riusciti a vedere il film senza ripensare all’originale. Chissà che, facendo tabula rasa, saremmo stati in grado di goderci la visione.

the-last-house-on-the-left-2009_03

Per il momento, in attesa di una possibile seconda visione, il film si prende un 6-.

Be Sociable, Share!