Negli Stati Uniti è uscito in sala lo scorso 21 Maggio, incassano oltre 55 milioni di dollari, da noi verrà distribuito a partire da oggi. Stiamo parlando del film The Haunting in Connecticut, che per l’occasione è stato ribattezzato Il Messaggero ed ha mantenuto il titolo originale come sottotitolo.

La storia, ve lo abbiamo già ripetuto in un paio di occasione, si basa sul alcuni fatti realmente accaduti alla famiglia Parker nel 1986 e già ripresi da un documentario realizzato da Discovery Channel e Discovery Science per una serie televisiva dal titolo A Haunting andata in onda dal 2002 al 2007 (qui potete vedere la puntata dedicata ai Parker).

il-messaggero

Ma cosa è successo a questa tranquilla famiglia? Ce lo spiega bene l’esordiente Peter Cornwell nel film: il 19enne Matt Campbell è malato di tumore e la sua famiglia è costretta a fare la spola tra la loro abitazione e l’ospedale, situato a molti chilometri di distanza.

Quando le sue condizioni di salute iniziano a peggiorare, l’unica soluzione è quella di trasferirsi nei pressi dell’ospedale ed evitare così stressanti e costosi spostamenti. Dopo una breve ricerca l’occasione che non si può rifiutare sembra essere rappresentata da una grande casa vittoriana, molto spaziosa e decisamente economica.

the-haunting-in-connecticut03

Detto fatto: la famiglia si trasferisce e nel giro di pochi giorni scopre che quell’immensa costruzione in passato era stata utilizzata come camera mortuaria e abitazione in un celebre giovane medium, Jonah.

Man mano che la terapia va avanti, Matt inizia ad avere delle strane visioni, il cui protagonista è quasi sempre il giovane Jonah, che inizia a perseguitarlo. Matt, in un primo momento, decide di non rivelare a nessuno delle sue continue visioni, ma quando queste iniziano a costituire un pericolo per la sua famiglia, deciderà di avvalersi dell’aiuto della cugina e di un sacerdote, anche lui malato di tumore.

the-haunting-in-connecticut02

Di questo film si è parlato come un vero e proprio caso, di un horror meritevole, di un prodotto destinato a farsi ricordare a lungo. Ora, a visione completata, possiamo anticiparvi che il film non è certamente da buttare, ma le grandi aspettative che avevamo riposto in esso sono state deluse.

Il fatto che abbia incassato così tanto non è certo sinonimo di qualità, quanto piuttosto l’esempio lampante di quanto serva un’ottima campagna pubblicitaria.

Gli elementi che compongono il film sono visti e rivisti e i dialoghi sono sullo standard di tanti film usciti negli ultimi anni. Nulla di nuovo su questo fronte, fantasmi dietro ad ogni angolo, apparizioni messe lì solo per far saltare lo spettatore (tecnica riuscita solo in un paio di scene), atmosfera cupa, porte chiuse, corrodoi bui e via dicendo.

the-haunting-in-connecticut

Anche l’uso del flashback è portato all’estremo, ma visto che vengono raccontate due storie quasi in parallelo, questa tecnica appare inevitabile. Anche l’uso dell’audio per spaventare inizia a stancare dopo dieci minuti dall’inizio della visione, ma fortunatamente l’interpretazione del protagonista, Kyle Gallner, che vedremo presto nel nuovo A Nightmare on Elm Street, è tanto credibile da riuscire a trascinarti, almeno in parte, nel film.

In definitiva, se siete alla ricerca di un bel film horror, evitate candidamente la visione di questo The Haunting in Connecticut. Se invece volete passare un’ora e mezza con un prodotto senza troppe pretese e in preda a facili spaventi, questo è il film che fa per voi.

VOTO: 6

Regia: Peter Cornwell
Sceneggiatura: Adam Simon, Tim Metcalfe
Interpreti: Amanda Crew, Elias Koteas, Virginia Madsen, Kyle Gallner, Martin Donovan, Ty Wood
Fotografia: Adam Swica
Montaggio: Tom Elkins
Musiche: Robert J. Kral
Produzione: Gold Circle Films, Integrated Films & Management
Sito Ufficiale: hauntinginconnecticut.com

Be Sociable, Share!