Continuiamo l’approfondimento delle “Cinque ragioni scientifiche a sostegno di una possibile apocalisse zombie”, con gli ultimi tre punti.

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3. VIRUS DELLA RABBIA

L’abbiamo già visto in 28 giorni dopo, ma nella realtà ci sono stati casi di persone con gravi disordini mentali provocati dal virus. Nulla di contagioso, ma poi è arrivata l’Encefalopatia spongiforme bovina, i cui primi sintomi sono un aumento dell’aggressività e la perdita dell’equilibrio.

Ma come può portare a trasformarci in zombie?

La cosiddetta “mucca pazza”, e questo ce lo dice la cronaca, in alcuni casi può provare negli esseri umani la malattia di Creutzfeldt-Jakob.

Eccone i sintomi:

- cambiamenti nell’andatura
– allucinazioni
– mancanza di coordinamento
– contrazioni muscolari incontrollate
– delirio e demenza

Stiamo parlando di una malattia piuttosto rara che in nessun caso ha trasformato le persone colpite negli esseri che vediamo in 28 giorni dopo, ma questo prova che un virus del genere può provocare disfunzioni cerebrali. Si tratta solo di trovare il virus giusto.

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Quali sono le probabilità che questo possa portare ad un’apocalisse?

Considerando che facendo esperimenti sulla serotonina si è riusciti a trasformare dei ratti in delle vere e proprie macchine assassine, c’è solo bisogno di una malattia in grado di distruggere l’abilità del cervello di riassorbire la serotonina per far avverare l’apocalisse descritta da Boyle, o almeno in parte.

Poi, per completare il quadro, questo virus dovrebbe diffondersi tramite sangue o saliva: in quel modo basterebbe un morso per contagiare la vittima.

2. NEUROGENESI

Tutte le polemiche sulla ricerca delle cellule staminali è basata sul fatto che queste cellule possono essere utilizzate per rigenerare cellule morte.

Ma come può portare a trasformarci in zombie?

La scienza è in grado di salvare praticamente tutto, tranne il cervello. Si è in grado di cambiare qualunque cosa, ma quando si tratta si danneggia il cervello c’è poco da fare. Forse non per molto: a quanto pare ci sono stati casi di pazienti in coma a cui è stato fatta ricrescere la parte del cervello danneggiata da un trauma cranico fino a quando si è riusciti a farli alzare e camminare di nuovo.

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Viene da sé che vista la possibilità di tenere un corpo morto in uno stato di sospensione e di poterlo riportare in vita successivamente, presto si potrebbe riuscire a riportare in vita qualcosa che è già morto da poco.

C’è, inoltre, un laboratorio che si sta dedicando alla “ricerca della rianimazione”, che spiega come il processo di rianimare una persona sta provocando non pochi problemi, a causa della corteccia cerebrale. Ma non è essa che ci permette di sopravvivere, ci basta il tronco encefalico, come nel celebre caso del pollo Mike, sopravvissuto per 18 mesi senza la testa.

Dovrebbe essere sufficiente prendere il cervello di un paziente morto, ricreare il tronco encefalico con le cellule staminali ed ecco qui un corpo senza testa che se ne va in giro, niente pensieri, niente personalità: solo istinti basilari ed impulsi. Se non è uno zombie questo…

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Quali sono le probabilità che questo possa portare ad un’apocalisse?

Beh, c’è solo bisogno di qualcuno con tante risorse e un disperato bisogno di forza lavoro completamente obbediente. Non è poi così fantascientifico.

1. NANOROBOTS

Citiamo Wikipedia:

sistema capace di compiere modifiche all’ambiente circostante, in maniera controllata e prevedibile, avente dimensioni assimilabili a quelle molecolari o addirittura atomiche.

Ma come può portare a trasformarci in zombie?
Alcuni scienziati hanno già creato dei nano cyborg fondendo un piccolo microchip con un virus. Quello che hanno scoperto è che questi cyborg possono operare anche mesi dopo la morte dell’ospite. Non è escluso che nel giro di qualche anno questi nanorobots possano entrare nel tuo cervello e riparare tutte le connessioni danneggiate.

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Quali sono le probabilità che questo possa portare ad un’apocalisse?

Quando ci saranno nei nanorobots nel tuo cervello, essi saranno programmati per funzionare anche dopo la tua morte. Possono essere in grado di creare dei proprio percorsi neutrali, possono replicarsi e potrebbero riuscire a trasferirsi in un nuovo ospite. Potrebbero anche distruggere la corteccia cerebrale mentre sei ancora in vita ed allo stesso tempo mantenere intatto il tronco encefalico, col risultato di creare un’armata di non-morti.

Noi ci siamo limitati a riportarvi il ragionamento fatto da David Wong per Cracked.com, ora sta a voi crederci, non crederci, trarne le dovute conclusione.

[via Cracked.com, grazie Francesco]

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